Parigi? No grazie!

Postati in Uncategorized su novembre 27, 2011 da lallonzo

 

 

Come molti italiani, o forse dovrei dire persone nel mondo, non vado pazzo per i francesi. Ma ciò non toglie che amo viaggiare e vedere sempre posti nuovi, e naturalmente Parigi è sempre una città che merita una visita.

Ci sono stato la prima volta 3 anni fa per una settimana, classiche tappe cittadine più Eurodisney e Versailles (chiusa quel giorno). Freddo pazzesco a parte un bel vaggio.

Ci sono ritornato poi un’altra volta casualmente per un disguido aereo (il tempo di percorrere tutto l’aereoporto di DeGaulle ed il volo era partito, nessuno ad indicarci dove o come muoverci in quella città aeroportuale).

In mancanza di offerte Ryanair, io e la mia ragazza abbiamo deciso di ritornare a Parigi in questo periodo, per vedere più che altro i musei e ciò che non avevamo visitato prima.

Abbiamo soggiornato in un hotel in avenue Clichy abbastanza modesto, ed è stato il più economico che abbiamo trovato (più di 80 euro per notte, senza colazione, quando qua a Firenze gli hotel in pieno centro costano la metà in questo periodo di bassa stagione). Terzo piano senza ascensore e con scale minuscole, stanza essenziale senza shampoo e bagnoschiuma, e ciliegina sulla torta il deposito bagagli da pagare a 5 euro a testo. Ma lasciamo perdere l’hotel, serve solo per dormire per me.

In 3 giorni a Parigi mi sono rapportato nella maniera più gentile possibile con diversi commessi, da quello del McDonald alle biglietterie della metro, mi comporto sempre in maniera cordiale soprattutto in un paese che non è il mio, ed ho ricevuto solo arroganza, sufficienza e maleducazione. Non sto a elencare tutte le situazioni in cui mi sono trovato, dall’hostess dell’aereo che mi sbatte in faccia il volantino, al commesso del mcdonald che si arrabbia perchè ho un pezzo da 50 e quando gli do quello da 20 mi da il resto in 20centesimi ordinandomi pure di farmi da parte, alla bigliettaia della metro che prima di darci un’informazione deve terminare la sua infinita telefonata con l’amica, e molto altro ancora davvero.

Prendere la metro era un’impresa, in ogni fermata la mattina la gente è stipata come sardine, in confronto roma non è nulla ve lo posso assicurare. I bigliettini della metro sembrano fatti apposta per essere persi, piccoli e molte volte li dovevi usare pure per uscire oltre che per entrare (quindi se lo perdevi erano cavoli tuoi). Ovviamente noi abbiamo scelto il carnet da 10 corse ma non ti davan mica un biglietto solo, ma 10 microtagliandi. Orientarsi a volte era una bella impresa, la gente ti spinge per entrare dentro, ti taglia la strada e soprattutto sembra che siano in pochi a lavarsi visti certi odori dentro i vagoni.

La sera si va al Moulin Rouge, costosissimo e storico locale. Ci era stato detto di venire alle 22.30, dopo un ora eravano ancora la a fare la fila, in un marciapiede senza pavimentazione al freddo, almeno non pioveva.
Una volta dentro ci han messi in un tavolo con altre 2 persone, tavolo laterale, quindi io avevo davanti la testa dell’altra persona seduta. Lo champagne offerto con lo spettacolo (siamo sui 100 euro a persona) era abbastanza scadente, per la mia ragazza imbevibile, ma sono gusti. Il signore accanto a noi ha pagato 25€ per una foto ricordo, 10€ per il giornalino del locale, e 20€ credo per 2 scotch.
Lo spettacolo dura quasi 2 ore di balletti insulsi, dove l’uomo è considerato poco più che una checca spocchiosa, vestito in maniera ridicola, le donne sempre a tette scoperte (non tutte, e comunque seni da ballerina, che reputo sensuali quanto un’asse da stiro) si dimenavano in storie poco sensate con movimenti buffi. Ottime le scenografie ed i costumi, guardacaso ad opera di italiani.
La parte più divertente per me sono stati gli intramezzi con dei giocolieri, per il resto pagare 100 euro per quel che ho visto non esiste assolutamente.

Usciti fuori dopo lo spettacolo, verso l’1 di notte, la metro era già chiusa, gli autobus solo notturni (quindi mezz’ora per vederne passare uno che ti lascia lontano da dove devi cmq andare) ed i tassisti si rifiutano di portarti se la zona dove vuoi andare è a meno di 5 chilometri! (tattica spiegata da un francese del posto che ci ha visto sperduti perchè non sapevamo come tornare in hotel!)

E andiamo alla volta del Sacro Cuore, una stradina in salita piena di furfanti pronti a tutto per derubarti, con il classico gioco dell’indovina dove si trova l’oggetto tra i tre che spostano, con i classici complici accanto che puntano 50 euro e vincono, mi stupisco come ancora nel 2011 ci siano persone così ignoranti da cascarci. Ogni 5 metri c’era una postazione da truffa, mi domando come la polizia lasci correre….
Ma è arrivati alle scalinate iniziali della chiesa che si raggiunge l’apoteosi dell’assurdo: veniamo attorniati da almeno 5 persone di colore che cercano di appiopparci degli orribili braccialetti, dicendoci parole in italiano ridicole e bloccandoci fisicamente. Mi sono divincolato arrabbiato dopo un pò, la mia ragazza ha voluto scendere da un altra parte una volta sopra la chiesa (niente di che tra l’altro). Tanta gente era visibilmente infastidita da queste persone, e nessuno naturalmente fa niente a proposito…tralascio la sporcizia ai bordi dei marciapiedi, la gente che sputa ogni due per tre e odore di pipi in diversi angoli (anche della metro).

Gli champs-elysees di sabato, non sono affrontabili, troppa, troppa, troppa gente, nei mercatini di natale venivi sbalzato quasi in mezzo alla strada, e non c’e’ un cestino della spazzatura lungo tutta la via più famosa d’europa, quindi sporcizia attorno agli alberi….si dice che sia anche la più illuminata, con addobbi alquanto brutti devo dire.

L’Hard Rock parigino credo sia uno dei più brutti del mondo, e ne ho visti parecchi. Sarà che vengo da Firenze dove credo  sia uno dei più belli, ma quello di Parigi è davvero anonimo e piccolo, pieno di italiani che fan casino e non rispettano la fila.

Il mercato delle pulci a saint ouen non è niente di che, con le vie principali che propongono roba di marca magari contraffatta a prezzi superiori degli outlet ad esempio, e diverse zone molto povere e pericolose appena girato un angolo sbagliato.

I megastore elettronici, come la virgin o la fnac hanno prezzi poco convenienti e assortimento inferiore a quello italiano, il che è tutto dire. La gallerie de la fayette era caotica come non mia con prezzi esorbitanti. Ma anche la Nike degli champ-elysee o l’Adidas avevano poco assortimento rispetto a quelli di Londra ad esempio, e prezzi esobitanti.

Ho dimenticato sicuramente tanti altri aspetti negativi, anche perchè se vado in vacanza cerco di godermi il viaggio, ma questa volta si è superato davvero il limite, ed è stato quasi un gioco ricordarsi di tutti gli aspetti carenti che ha una metropoli come questa, e molte volte si rideva confrontandola con londra, dove non vince mezzo paragone in qualsiasi campo, forse nella qualità del cibo…

Tornato finalmente in Italia ho potuto riapprezzare la comodità di avere un bidet in bagno, chiedendomi sempre come fanno certi popoli a farne a meno, soprattutto gli stessi che lo hanno inventato!!

Nulla da dire ai vari musei, unico vanto e motivo penso di questa città, che vive troppo sulla sua storia passata e poco fa per riammodernarsi, schiacciata da una mescolanza di etnie della quale fatico a vederne gli aspetti positivi.

Diario delle lezioni

Postati in Uncategorized con i tag , , , su giugno 2, 2010 da lallonzo


DATA Lezioni
2/11/09 Lezione 1, il professore ci spiega le innovative modalità del corso, creare un blog e condividerlo con gli altri alunni
9/11/09 Lezione 2, si parla di tags e clouds
12/11/09 Classifichiamo l’impostazione del blogghe – imposto il blog come una classifica divisa per campi (musica, film, giochi…) e dedicata volta per volta ad una tematica specifica, ho così l’opportunità di parlare di cose diverse sperando in un feedback da parte degli altri colleghi
17/11/09 I Classifica,L’iniziocerco di dare un limite temporale alla classifica, la tematica è L’Africa, Ken Saro Wiwa ed un film sull’Africa premiato con oscar
22/11/09 Lezione 3, Open Sources ed il loro sviluppo
30/11/09 Lezione 4, il simbolo delle open sources, Linux e la sua nascita
3/12/09 II Classifica, Firenze – classifica dedicata a Firenze, Ceccherini come personaggio, ed un videogioco usato per un progetto di sceneggiatura multimediale davvero ben fatto
7/12/09 Lezione 5, si parla dei Wiki e del colosso IBM
4/03/10 Diventare amico di una risorsaAssignment 5 Open Educational Resources, inizio a sviluppare gli assignment abbandonando l’impostazione a classifica del blog; arretratezza del sistema italiano sulle risorse online, il futuro dell’insegnamento, dalle classi interattive ai contenuti
26/04/10 Assignment di valutazione

Assignment 6 chi continua e chi finisce, valutazione sicuramente positiva per questo corso, sperando sia da esempio, peccato per lo scarso scambio di feedback tra gli studendi di comunicazione

28/04/10 Siamo tutti spiati, tanto

Pensiero fugace sulla privacy, con internet scardinata ma sempre controllabile

Voglio essere un movie maker

Assignment 7 sul giocare con i video, molto interessante in quanto ho sviluppato un progetto di sceneggiatura multimediale col video editing

29/04/10 Il diritto d’autore è un diritto? – Assignment 8 sulla didattica ed il diritto d’autore, privilegio per gli open source, critica per un copyright abusato
3/05/10 Esplorando i social network - Assignment 4 sui social network, descrizione di quelli elencati con l’aggiunta di Yahoo Answer

Folksono chi?

Assignment 7 sulla Folksonomy, il web visto come una risorsa da consultare e alimentare

4/05/10 A proposito di giocare coi video – Alcuni divertenti esempi di video editing trovati su Youtube
21/05/10 Nuove tecnologie: primi a parlarne, ultimi ad usarle – traendo spunto da un assignment del II semestre, rifletto sulla situazione tecnologica in Italia
1/06/10 La ciliegina sulla torta - racconto di una disavventura universitaria

La ciliegina sulla torta

Postati in Uncategorized con i tag , , , , , , , , su giugno 1, 2010 da lallonzo

Post conclusivo per questo anno accademico 2009/2010 che si chiude con un fatto alquanto sgradevole, per gli studenti, per l’università, e soprattutto per la categoria dei professori.

Senza vittimismi, invenzioni, o pregiudizi, descriverò solamente l’accaduto, che per la cronaca è rinforzato anche da 4 video che filmano quasi tutto l’accaduto (video naturalmente non postabili causa privacy).

Giovedì 6 maggio, ore 15, laboratorio 5 del terzo piano della facoltà di scienze della formazione in via Laura 48. Il gruppo degli studenti del laboratorio di marketing, causa incombenza esame e progetto da terminare, si incontra nel corridoio universitario e visto l’enorme numero di aule disponibili aperte, decide di usare i computer di un laboratorio, soprattutto per recuperare i file salvati con molta fatica (la suite office non ha la licenza, il che rende difficoltose alcune operazioni). Il tutto in totale calma e silenzio.

Improvvisamente irrompe in aula un “soggetto”, che definire professore reputo alquanto erroneo ed ingiurioso nei confronti della categoria, sulla cinquantina, visibilmente costipato ed alterato, che inizia DAL NULLA ad urlare all’impazzata contro di noi, rei di aver occupato l’aula durante le sue ore. Stupefatti ed impauriti da questo elemento impazzito, ci alziamo velocemente e sgomberiamo l’aula. Personalmente impiego più tempo per farlo in quanto ho diverse cose da conservare in cartella, prendendomi ulteriori urla ed insulti “Fuori porcaccia miseria” “Li butti fuori” “Scimmie…”

Usciti dall’aula cerchiamo di realizzare l’accaduto, tra volti increduli e sconvolti. Decidiamo di andare subito a parlare con qualcuno in presidenza ma non troviamo nessuno, a nulla ovviamente serve parlare col custode, anzi temevamo ci andasse di mezzo in quanto il laboratorio era aperto, ma abbiamo ricevuto rassicurazioni su ciò.

Nella fretta per sgomberare l’aula, una ragazza si è dimenticata dentro una busta. Occorre riprenderla naturalmente. Decido di entrare nuovamente in aula, in quanto ambiente pubblico e regolarmente iscritto all’università. Metto il cellulare con videocamere attivata sul taschino della maglietta per tutelarmi.  Prima di entrare scorgo una ragazza che corre all’impazzata per entrare prima del soggetto in aula, chiaramente impaurita. Appena entrato, il soggetto inzia nuovamente ad urlare le solite frasi del tipo “Vada fuori” “Cosa vuole” “Fuoriiiii”, si dirige impazzito verso di me ed inizia a spintonarmi fino a buttarmi fuori dall’aula…ad aspettarmi il custode che preso visibilmente dal panico voleva chiamare i carabinieri, alchè gli ho detto di farlo…naturalmente non se n’è fatto nulla…

Ho cercato anche il confronto civile con questo soggetto, appena l’ho visto fuori dall’aulta, ma sempre urlando all’impazzata si chiedeva cosa ci facessimo nella “sua” aula…”Come ve lo devo dire che non potevate stare là”, rispondo “Con calma e gentilezza”…lo seguo…non ho risposte…Un altro custode sdrammatizza il tutto…

Il giorno dopo come promesso, sono in presidenza per parlare con la preside dell’accaduto, anche perchè mandare una mail come si era deciso, non avrebbe sicuramente portato a molto, ma come immaginavo i toni si abbassano, il tutto si minimizza, e vado via guadagnando la promessa che si parlerà con questo soggetto, già noto e conosciuto per questi atteggiamenti. Non c’e’ stato bisogno di visionare i video, tanto si immaginava già…La preside fa spallucce dando la colpa ai custodi che han lasciato l’aula aperta, gli alunni di questo personaggio mi dicono di lasciarlo perdere, che da anni fa così, che tira pure roba in classe e urla di continuo chiamando spesso i carabinieri…alunni che stavano in aula visibilmente terrorizzati…

La sera stessa vado a “sfogarmi” in una web tv, prendendola in maniera alquanto scherzosa, qua il video nel riquadro 40 del 28 maggio, seconda parte:

http://videofirenze.tv/


Io mi domando in che clima questi alunni, forse matricole, vanno a fare lezione con questo tipo di persona, con che condizione psicologica seguono o danno gli esami…lezioni tra l’altro che mi è stato detto sono alquanto scadenti. Ma soprattutto si è sottovalutato la figura che questo soggetto dovrebbe rappresentare, quella dell’insegnante, del professore, del formatore, un esempio da seguire che dovrebbe dare conoscenza ed invece porta terrore, ansia e paura anche fisica nei suoi alunni!

Personalmente io ho fatto il suo gioco, non ho reagito a questo delirio, mi sono fatto mettere la mani addosso perchè sicuramente questa pantomima non finirà qua, ma visto che ho ancora un altro anno di università e vorrei laurearmi senza problemi e nei tempi, onde evitare di pagare un altro salasso economico (e la “tattica” di metter 1 materia al secondo semestre per chi è al primo anno non è servita per rallentarmi, io come altri abbiam fatto corsi anche del secondo semestre per finire entro i due anni). La mia preoccupazione è andata a quelle povere anime che seguivano il suo corso, ai volti dei miei colleghi alquanto angosciati e spaventati, e a come nel 2010, a Firenze, in una facoltà, sia possibile assistere, per degli alunni di una specialistica, a spettacoli di questo genere.


Lore

Nuove tecnologie: primi a parlarne, ultimi ad usarle

Postati in Uncategorized con i tag , , , , su maggio 21, 2010 da lallonzo

E’ tempo di esami, tempo di studiare e leggere tanti libri. Uno in particolare mi sta rallentando alquanto nella tabella di marcia, presentando uno dei connubi che mai avrei voluto incontrare, quello tra filosofia e matematica (spacciata principalmente come scienza). Il libro in questione è la “Scienza negata” di Bellone. E’ devo dire che se preso solamente nella sua prima parte, quella cioè dove parla della storia della scienza in Italia, si rivela molto interessante, perchè fa il punto sulla situazione scientifico-tecnologica del nostro paese. Niente di particolarmente nuovo va detto, sappiamo tutti il nostro grado di arretratezza rispetto agli altri paesi europei, reso ancor più grave in quanto coinvolge anche la spirale educativa (mancando le innovazioni mancano le istruzioni, un circolo vizioso alquanto problematico in chiave futura soprattutto).

Durante alcuni viaggi fatti in Francia o Inghilterra, ho avuto modo di constatare l’arretratezza tecnologica italiana, in quanto appassionato di tecnologia, andavo infatti spesso nei negozi di elettronica più famosi, ed oltre ad un dislivello tecnologico vi era anche uno di prezzi. Certo, usando il web e gli acquisti online, questo gap viene annullato, in quanto si possono trovare tutte le ultime novità disponibili in un sito internazionale, ma il punto della discussione non è cosa si trova nei negozi quanto più quello che il nostro paese riesce a produrre a livello tecnologico.

Francamente non ricordo nessun produttore italiano tra le marche più famose di qualunque tipologia di supporto tecnologico usata. Dai computer, ai telefonini, a televisori o radio. Tutte le marche italiane che riescono ad arrivare alla distribuzione nel nostro territorio, come la Medion, appartengono ad una fascia economica entry-level non all’altezza di un prodotto medio qualunque. In questo caso il discorso si espande a livello mondiale più che continentale naturalmente.

Parlando sempre in ambito mondiale, siamo sempre informati sulle ultime tecnologie uscite, ma tra i paesi più evoluti, siamo sempre gli ultimi  a crederci, facciamo sempre andare avanti gli altri, col risultato che una volta acquisito quel beneficio tecnologico siamo sempre i più arretrati nel suo utilizzo.

Recentemente stanno uscendo diverse tecnologie che saranno uno standard per il futuro. Ora, tralasciando l’avvento dei televisori 3D (che ritengo alquanto prematuro e piuttosto inutile), mi soffermerei sull’uso dell’alta definizione (HD). Se in apparecchi come le fotocamere già da tempo esiste questo formato (superiore per risoluzione ai 720pixel), per le videocamere e soprattutto per i televisori, sta diventando ormai uno standard. Negli Stati Uniti naturalmente trasmettono in HD da anni, anche la tv pubblica, mentre ancora in Italia dobbiamo affidarci ad un privato, Sky, per avere segnali in alta definizione (non ottimali tra l’altro). La segmentazione del digitale terrestre naturalmente alimenta questo gap tecnologico, e qua entrerebbe in gioco anche la politica, sempre presente nello sviluppo tecnologico (come ricorda Bellone), ma direi di non aprire anche questa parentesi. Il punto è che ancora oggi molte persone usano ancora il vecchio televisore a tubo catodico, anche perchè il segnale analogico, ed in molti casi quello digitale, si vede meglio con questa tecnologia ormai obsoleta! Basterebbe potenziare il segnale digitale con l’alta definizione (esiste solo Rai test HD, un test appunto) per avere immagini perfettamente definite al passo coi tempi. Ma mi rendo conto che questo problema interessa ad amanti della pulizia dell’immagine o della tecnologia come me, mentre alla signora di 60anni che guarda rete4, pocoimporta.

Sarà allora perchè siamo uno dei paesi più vecchi del mondo per età media che la tecnologia stenta a decollare? Il Giappone smentisce questa tesi immediatamente, allora si parla come sempre di mentalità. L’italiano ha una mentalità chiusa e obsoleta. Oggi i giovani ne parlano, domani tutti ne risentiranno.



Lore

A proposito di giocare coi video…

Postati in Uncategorized su maggio 4, 2010 da lallonzo

Non potevo non postare alcuni dei video più divertenti che ho trovato su Youtube

Lore

Esplorando i Social Network

Postati in Uncategorized con i tag , , , su maggio 3, 2010 da lallonzo

Sto riscovando pian piano tutti gli assignment del corso, che sto analizzando con piacere seppur non con la sequenzialità prevista. Eviterò di entrare nello specifico sul fenomeno singolare di Facebook, altrimenti non finirei più di parlare. Mi piace l’approccio schematico proposto dal post, per cui inizio ad analizzare anch’io i siti proposti, aggiungendone qualcun’altro:

Delicious non mi prende. Lo so, è sicuramente utile, ma non riesco ad entrare nella dinamica del sito, aldilà dei problemi avuti con login e altro. Forse perchè reputo i miei bookmarks privati, non da condividere (visto che gran parte riguarda mie pagine personali di accesso a siti famosi, oppure  a banche o altro di privato, utile per vedere i miei conti online), forse perchè perdo già diverso tempo con i miei bookmarks che averne altri mi terrebbe ulteriormente incollato al pc, a scapito di altre attività forse più utili…So che questa è una sensazione passeggera, e che in futuro magari mi ritroverò ad usarlo, ma in questo momento non lo reputo necessario, o quantomeno lo metto dopo diversi altri siti e social network che seguo (anche se dovrebbe essere una sorta di punto di partenza diciamo).

Twitter l’ho usato un paio di volte per avere notizie su Firenze, ma non avendo tanti contatti non ho ricevuto nessun aiuto. Delle persone che conosco lo usano in pochissimi, se poi appunto come detto nel post, lo si usa per dire i fatti propri, mi sembra una sorta di Facebook molto semplificato. Esistendo quest’ultimo quindi, Twitter credo sia marginale, in quanto anche con Facebook si posson fare le stesse cose, anche se in maniera più dispersiva.

Facebook credo sia il re dei social network. Dapprima ne ero alquanto disinteressato, poi la possibilità di contattare e ritrovare gli amici di un tempo o lontani, senza quindi spendere soldi al cellulare, mi ha fatto propendere per utilizzarlo, soppiantando l’uso del semplice MSN. Non faccio a gara con chi ha più amici, non posto i fatti miei personali o le situazioni emotive, non condivido più di tanto i mille link e non gioco più di tanto con i tanti giochini presenti. Mi reputo un utente attivo di Facebook, creo gruppi e posto fotomontaggi per scherzare con gli amici, disattivo tutti gli amici che si lamentan sempre o parlano di politica e roba varia. Insomma, uso Facebook per scherzare con gli amici lontani in sintesi, o per coordinarmi con i colleghi dell’università (sui vari google groups o email ti ci colleghi, la pagina di Facebook ormai la si tiene sempre aperta, quindi è più facile essere reperibili là).

Anobii interessante, un pò come google books. Personalmente per quanto riguarda i libri online uso l’applicazione per Iphone “Stanza”, che mette a disposizione un ampio catalogo, grazie soprattutto al Progetto Gutenberg. Non essendo un assiduo lettore di libri (sono un “visivo” in base a diversi test) non posso affrontare il sito più di tanto. Sicuramente più in là questo delicious dei libri apparirà tra i miei bookmarks.

Scribd idem come sopra. Ben organizzato e intuitivo comunque.

Youtube grande risorsa. Ci si trova di tutto, se perdo qualcosa la ritrovo là, spezzoni di partite, telegiornali, spettacolo e poi tante idee, video creativi e divertente, ma anche tanti tutorial e musica. Uso principalmente Youtube come sottofondo musicale, basta scrivere il titolo di una canzone, o il nome di un gruppo che si ha subito una lista completa, personalizzabile, e soprattutto gratuita e legale di musica, anche scaricabile (con appositi programmi, ma in questo caso non so dove finisce il confine della legalità). Ho caricato molti video su Youtube, tutti di natura scherzosa per condividerli con amici, ma via via si è creato un seguito per alcuni video postati su come riparare una console (sempre in maniera scherzosa). Credo che le potenzialità di Youtube siano ancora non del tutto esplose (vedi futuri televisori con collegamento internet a Youtube), e questo sito potrà anche venire ad intaccare il dominio dei canali digitali e satellitari.

DotSub permette di fare in maniera più veloce ed intuitiva cioè che Youtube offre nella sezione editing del proprio video. Sicuramente da usare per scopi formativi.

Flickr sito per amanti della fotografia. Sono abbonato da due anni ed ho già pubblicato molte foto, seppur con attrezzature ridicole se confrontate a quelle usate da altri utenti nel sito, senza mai ritoccare le foto, cosa d’uso comune, anzi, è un sito dove si pubblicano pure lavori grafici e da poco pure video. La possibilità di commentare ed essere commentati, dando o ricevendo consigli sulle impostazioni e quant’altro, è sicuramente lo stimolo principale che aiuta a creare una solida community che sta alla base del sito. Ci sono tante altre caratteristiche secondarie, l’organizzazione di gruppi di foto, le tante applicazioni presenti sempre legate al mondo della fotografia. Tutto è pervaso da questo senso si esplorazione che la foto porta a compiere.

Slideshare questo sito mi ha davvero interessato. Ultimamente l’uso di presentazioni in powerpoint si sta rilevando sempre più importante per noi studenti di comuniazione, e pensando anche al master fatto a Roma in pubblicità, dove ho usato sempre le presentazioni per promuovere e spiegare un progetto, questo sito sarà fonte di nuovi spunti.

Deviantart l’ho usato per qualche tempo, quando facevo il grafico pubblicitario. Fonte di molti spunti, tra le tante opere artistiche realizzate principalmente con Photoshop si trovano anche font e loghi. Anche qua, sicuramente in tempi futuri e inerenti al contesto (se farò quindi un lavoro come il grafico), sarà una fonte preziosa.

TakingITglobal da provare. Ma c’e’ tanta roba sul web che si finirebbe per non uscire più di casa!

Yahoo Answer mi permetto di aggiungere questa sorta di sottocategoria del portale di Yahoo, di cui avevo accennato in un post precedente del blog. Yahoo Answer permette di fare domande o dare risposte su qualunque argomento, la community è molto attiva, l’età media però è alquanto bassa, il che fa sì che molte domande siano alquanto “infantili” o le risposte siano molto superficiali, ma non mancano anche spunti per discussioni a più elevato tasso culturale, nate da una domanda (valutabili assegnando stelline). Ho pubblicato molte domande su questa sorta di social network, e non sempre ho avuto risposte utili, ma comunque tentar non nuoce.


Lore

Folksono chi?

Postati in Uncategorized con i tag , , , , su maggio 3, 2010 da lallonzo

Fermo restando che sarei curiosissimo di sapere come diamine funziona l’aggeggio che fa illuminare le etichette delle marmellate,  leggendo l’assignment sulla Folksonomy ho rispolverato vecchi ricordi, risalenti alla metà degli anni novanta, quando mi affacciavo per la prima volta seriamente, nel mondo di internet, grazie ad una connessione ADSL offerta gratuitamente da Telecom mi sembra, come periodo di prova. Ai tempi, i miei più cari “assistenti” durante le prime navigate online (che portavano via gran parte della giornata, si apriva un mondo nuovo del resto…) erano un programma simile a Napster, che usava però tecnologie satellitari per il download, e Yahoo per le ricerche via web.

Molte volte però non ero soddisfatto dai risultati ottenuti con Yahoo e allora mi buttavo su altri motori di ricerca, come Virgilio, Lycos o altri caduti nel dimenticatoio. Sicuramente nel 1996 o giù di lì, il numero di siti web non raggiungeva la quantità immensa di oggi, ma se non avevo il link preciso di un sito, facevo difficoltà a trovarlo inserendo tag o parole relative ad esso nel motore di ricerca. Con l’avvento di Google tutto è cambiato, e non solo riesco a trovare i siti che mi interessano, ma ne trovo anche di altri inerenti ed interessanti, tutto questo grazie appunto al sistema citato di link generati dalla massa, da noi.

Evidentemente, la citata visione degli “apocalittici”, ben poco può fare contro un sistema che detiene quasi tutto il mercato per le ricerche online, che fa dell’immediatezza e dell’efficacia i suoi punti di forza, e che soprattutto non si perde in fronzoli addizionali come portali e quant’altro, pur offrendo una serie di servizi, gmail in primis, di prim’ordine. Insomma, la massa, la community, gli utenti, riescono a generare contenuti attendibili e soprattutto liberi. Liberi da autorità che controllino e censurino (almeno, per la gran parte del mondo civilizzato), liberi di essere rielaborati, d’altronde Wikipedia è uno degli esempi più lampanti di come un gruppo di persone non omogeneo può realizzare un qualcosa di oggettivamente utile ed attendibile.

Nel momento in cui noi entriamo nel web, diventiamo utenti di un qualcosa che per sua stessa natura ci spinge verso un’attività, impensabile ad esempio con un media come la televisione. Certo, molti continuano ad usare il web in maniera passiva, consultando pagine o condividendo link sui social network (aspetto che ritengo alquanto negativo), ma molti altri utenti sono diventati attivi, creano contenuti per il web, e questa sete di conoscenza, di collaborazione, di impegno, più che per il prossimo, per una sorta di community sempre viva e libera, è uno degli elementi trainanti di questo media che si sta imponendo oramai in maniera netta rispetto agli altri. Tutto passa per il web, anche gli altri media, dalla tv alla radio al cinema (basti pensare alla bancarotta di Blockbuster a favore dei film a noleggio via web o in streaming) fino alla stampa, e la possibilità di sviluppare una critica al media usato, tramite blog o forum, è determinante.

Quando cerco una soluzione ad un mio problema o curiosità, come ad esempio riuscire ad usare un software, o sapere a notizie su un concerto, cercando sul motore di ricerca la frase relativa, mi compaiono sempre più spesso link relativi a forum o blog, dove miliardi di discussioni oramai nate, risiedono nel web pronte per aiutare qualcuno. Sotto questo aspetto, l’iniziativa di Yahoo col suo Answer è da apprezzare. Un immenso database di domande poste su qualunque argomento, con la possibilità di chiederne di nuove o rispondere, ha creato una comunità virtuale attiva e spronata da livelli da raggiungere per essere considerato un “answeriano doc” o roba simile. Insomma, i motori di ricerca servono principalmente come AIUTO per trovare qualcosa, e Yahoo, persa la battaglia per il dominio dei motori, si sta orientando verso qualcos’altro di comunque rilevante importanza.

Non va dimenticata comunque l’abilità dell’utente nel saper ricercare le informazioni, saper usare le giuste tag o frasi sul motore di ricerca per avere un risultato coerente è determinante, e col tempo, me compreso, sicuramente questa abilità va via via maturando rendendo le ricerce più efficaci.

Per concludere, appare evidente come la Folksonomy siamo noi, siamo tutti gli studenti di questo corso che alimentando il loro blog contribuiscono a generare contenuti nel web, sono tutte quelle persone mosse dallo spirito del sapere, far conoscere e conoscere nuove cose, o argomenti visti dal proprio punto di visto, materiale comunque nato per lo spirito di condivisione che muove le acque della navigazione online.


Lore

Il diritto d’autore è un diritto?

Postati in Uncategorized con i tag , , , , , , , , , su aprile 29, 2010 da lallonzo

Tanti, troppi gli argomenti da affrontare sulla tematica del diritto d’autore, mi vengono in mente le mie esperienze personali, social network, Apple, Microsoft, e molti altri casi.

Personalmente, il più delle volte mi sono scontrato, più che incontrato col diritto d’autore, che estraneo dal discorso didattico per mancanza di esperienze e competenze attive, ne posso altresì parlare per esperienze passive, nel momento in cui cioè, un professore manifestava un’esagerata attenzione per i suoi contenuti, ma non mi sembra il caso di rispolverare certi argomenti.

Credo che uno dei punti principali sia il politichese, come viene spiegato il diritto d’autore, perchè bisogna sì conoscerlo, ma soprattutto capirlo, e per far ciò non si può fare altro che consultare nozioni di diritto relative, sicuramente poco appassionanti e comprensibili per alcuni utenti. E seppur divagando, proprio ieri sento la notizia al telegiornale che una donna ha pagato per 15 anni il ticket su medicinali che per diritto gli spettavano gratuiti, perchè non istituire un diritto alla salute, dove le persone vengono informate per il loro bene, invece che scoprire alcuni diritti solo dopo una ricerca online? Certo, il diritto alla salute in Italia, fortunatamente (ma sembra che anche negli U.S.A. l’abbiano capito) è dato, ma non all’informazione sulla salute…difficile da spiegare ma semplice da mostrare: perchè a quella donna non è stato detto prima che poteva avere quei medicinali gratuitamente?Con quali competenze poteva saperlo? E’ un diritto quindi essere informati, sia nel caso di sanzioni a cui si incorre, che di benefici, cosa che non avviene oggigiorno, soprattutto ovviamente, per l’ultimo caso.

Da fruitore attivo posso parlare della mia esperienza su Flickr, sito dedicato agli amanti della fotografia che postano i loro scatti condividendoli con la community. In questo caso, dapprima avevo coperto con i diritti d’autore tutte le mie foto, vedendo però che così facendo le “sopprimevo”, non gli davo cioè la possibilità di essere usate da altri utenti previa mia autorizzazione. Applicando il diritto creative commons invece (per farla breve) do la possibilità a chiunque di poter usare una mia opera, con il solo obbligo di pubblicare il nome dell’autore. Credo che questo metodo funzioni, anche perchè non essendo un artista affermato o quant’altro, non posso certo avere pretese sulle mie opere, che posso ritenere valide o meno, ma che devo usarle come strumento della community, e non come guadagno personale.

Il discorso cambia se ad attuare questi diritti sono Major come Apple o Microsoft. La prima, rinomata azienda salita alla ribalta per la qualità e l’estetica dei suoi prodotti, e soprattutto per essersi opposta al dominio-monopolio Microsoft su diversi settori, quello dei computer in primis, ultimamente sta somigliando sempre più alla sua antagonista, soprattutto, per quel che sto verificando in prima persona, sul campo dei cellulari, col suo iphone (campo dove Microsoft è assente, per ora). Con la scusa di proteggere il suo gingillo ultratecnologico, la mela morsicata sta attuando una serie di restrizioni senza precedenti, che stanno facendo storcere il naso anche ai suoi più fieri sostenitori (stando alle numerose discussioni sui forum di riferimento). L’Iphone parte di base con l’impossibilità di cambiare il suo tema, di mettere applicazioni unicamente prese da Itunes, di spostare file unicamente con Itunes, di usare il Bluethoot unicamente con altri Iphone, e molte altre restrizioni, la più clamorosa quella che rende impossibile tornare a firmware precedenti una volta fatto l’aggiornamento alla terza versione del firmware (aggiornamento fatto unicamente per bloccare il jailbreack, tecnica che permette di sbloccare gli Iphone permettendo l’uso di programmi per editare in ogni aspetto il cellulare, consentendo l’installazione di applicazioni create da persone fuori dal controllo Apple). Francamente, da una casa che sbandiera libertà, creatività e quant’altro di positivo, mosse come queste fanno molto pensare, così come l’uscita dell’Ipad, pensato unicamente per accaparrarsi il fiorente mercato degli ebook. Si divaga sulle politiche di un’azienda certo, ma è per analizzare il fenomeno particolare che si generalizza. In questo caso il diritto d’autore esercitato dall’Apple, sembra più un’imposizione, un voler fare tutto come dice lei e stop, senza permettere a terzi di contribuire.

Esperienze personali quindi, ma direi sociali, sono quelle che osservo su Facebook ultimamente e dapprima su Youtube. Cosa succede quando carico un video registrato personalmente durante un concerto di un gruppo musicale? Mi vengono sempre dati avvertimenti, come quando carico una foto su Facebook, che confermo che il contenuto che sto pubblicando è di mia proprietà, e fin qua, se lo realizzo io, non ci sono dubbi, ma se riprendo altre persone? E’ qua che entra in gioco il diritto d’autore, il copyright per l’esattezza, che Youtube sta cercando di sormontare in diversi modi. Insomma, io posto il video di una persona famosa, il sito se ne prende le responsabilità, questo in teoria. In pratica c’e’ un giro di royalities e quant’altro che non oso pensare, perchè Youtube paga le Major per far postare i video degli utenti con i loro artisti, ma di contro le Major ne ricavano una grossa pubblicità, quindi perchè far valere questi diritti? E chi mi controlla se posto una foto non mia su Facebook pur assicurandone la proprietà? Non ho mai sentito casi di persone denunciate o quant’altro per aver postato contenuti altrui…Insomma il diritto c’e’ ma non si vede…

Tornando alla domanda inziale, vedo più il diritto d’autore come una risorsa, che non come una legge da applicare, cosa che molte volte alla resa dei conti è.

Ho sicuramente divagato e sono uscito dal seminato…diciamo che ho usato l’assignment come spunto per divagazioni sconclusionate che covavo dentro…ma servono anche a questo i blog no?


Lore

Siamo tutti spiati, tanto

Postati in Uncategorized con i tag , , , su aprile 28, 2010 da lallonzo

Un appunto per quanto riguarda la questione della privacy. Sempre riferendomi al progetto di sceneggiatura multiemediale inizialmente citato, ho dovuto contattare degli utenti di Flickr, sito dedicato alle foto, per via di un’indagine sull’autore della mostra (erano suoi contatti infatti). Mi ha alquanto sorpreso vedere che diversi di loro si sono adirati per essere stati contattati da me (un estraneo, ma cmq registrato a Flickr), sbandierando una presunta mancanza di privacy. Ecco, posso capire le lamentele generalizzate verso colossi come Google o Facebook, che mettono davvero in pericolo la nostra privacy, seppur con l’intenzione di offrirci maggiori servizi, ma prendersela perchè si viene contattati su un sito di foto da un altro appassionato mi sembra eccessivo. Eccessivo come le lamentele che ho sentito un giorno manifestare in radio da un personaggio noto nel campo della scientifica, la quale si lamentava del fatto che scrivendo il suo nome su google si potevano trovare molte informazioni su di lui errate. Aldilà della ridicola eccessività con la quale questo personaggio si scagliava contro i vari Wikipedia o Twitter, ignorandone la reale importanza, non capisco perchè prendersela così tanto. Ti invio una mail per sbaglio? Ti arriva un messaggio con una semplice domanda? Trovi informazioni sul tuo conto errate? Ma perchè prendersala con internet, il mezzo, e non con chi fa questi errori, l’utente, nello specifico? Come al solito, il problema non lo crea di certo la tecnologia, ma l’uomo, che sbagliando a gestire una risorsa la rende pericolosa. Anche qua, un pò di sana informazione, sia da parte di chi produce programmi o quant’altro che possano intaccare la privacy, e soprattutto da parte di chi si sente attaccato, non farebbe male.

Lore

Voglio essere un movie maker

Postati in Uncategorized con i tag , , , , , su aprile 28, 2010 da lallonzo

Sono fresco fresco di esame di Sceneggiatura Multimediale, che consisteva, nel caso del mio gruppo (gestito da me e due segretarie) nell’organizzazione di un evento, nello specifico una mostra fotografica. Mi sono quindi occupato per quanto riguarda la divisione dei lavori, della realizzazione del sito e del video per la mostra. Ancora una volta quindi, da quando ho iniziato questa interessante materia, ho realizzato un video, con uno slideshow delle foto della mostra, e ancora una volta, come per la presentazione iniziale del corso, ho realizzato il tutto con Windows Movie Maker, programma già preinstallato su ogni computer che monti una copia di windows originale. Purtroppo Youtube e WordPress fan capricci per caricare un video di 50mb quindi lo slideshow della mostra lo aggiungerò in “tempi migliori”.

Ecco degli esempi realizzati personalmente:


Con questo programma principalmente è possibile realizzare slideshow di fotografie, inframezzate da transizioni ed effetti video a scelta, oltre che di un sottofondo audio. Il tutto è molto semplice e intuitivo da utilizzare, spronando l’utente a provare soluzioni sempre più articolate e creative.

Il passo da questo semplice programma, ad uno più completo, una volta appassionatisi all’editing video, è quello di orientarsi verso un programma più complesso che offra più possibilita di montaggio video. Il software che personalmente mi sento di consigliare è Pinnacle Studio, che ha un’interfaccia più user friendly rispetto al più quotato Adobe Premiere. L’ho usato per organizzare le oltre 16 ore di video fatti negli Stati Uniti, unendo video fatti con la videocamera ad altri fatti con la fotocamera, aggiungendo didascalie e poco altro, sono riuscito a racchiudere in 8 ore un lungo viaggio in maniera ordinata e bella da vedere, naturalmente aiutato anche dalla compatibilità del software con diversi tipi di formato video (ne comprende più del Premiere, motivo per cui lo uso) e della compressione video finale (rendering).

Con Pinnacle Studio infatti è possibile editare un video in ogni suo aspetto, partendo da quelli base già elencati con Movie Maker, fino ad arrivare a veri e proprio montaggi cinematografici. La scelta di transizioni, effetti video, aggiunte video come testo o sovrapposizioni di immagini, oltre che di audio, è quindi più curata e completa, offrendo vasta scelta a tutti i tipi di utente, al costo però di fare un paio d’ore di gavetta con i comandi principali, sempre gli stessi per quasi tutti i programmi di editing video, con una grande barra orizzontale sotto, che rappresente la timeline, dove poter mettere video, foto, suoni e testo da caricare dal pc.

Personalmente lo trovo un bel “passatempo” creativo ed interessante, oltre che utile, per poter presentare le proprie idee tramite un mezzo, il video, che offre tanti spunti e possibilità di modellazione, inoltre l’esplosione di youtube e facebook hanno contribuito moltissimo alla diffusione di video “fatti in casa”, molti di alta qualità e divertenti. L’ultimo esempio che mi viene in mente è questa pratica di distorcere l’audio di canzone famose per realizzare testi divertenti in sovrapposizioni ad immagini (realizzate in gran parte con Paint) che li descrivono, chiamati “misheard”.

Eccone diversi esempi :



Lore

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.