Archivio per aprile, 2010

Il diritto d’autore è un diritto?

Postati in Uncategorized con i tag , , , , , , , , , su aprile 29, 2010 da lallonzo

Tanti, troppi gli argomenti da affrontare sulla tematica del diritto d’autore, mi vengono in mente le mie esperienze personali, social network, Apple, Microsoft, e molti altri casi.

Personalmente, il più delle volte mi sono scontrato, più che incontrato col diritto d’autore, che estraneo dal discorso didattico per mancanza di esperienze e competenze attive, ne posso altresì parlare per esperienze passive, nel momento in cui cioè, un professore manifestava un’esagerata attenzione per i suoi contenuti, ma non mi sembra il caso di rispolverare certi argomenti.

Credo che uno dei punti principali sia il politichese, come viene spiegato il diritto d’autore, perchè bisogna sì conoscerlo, ma soprattutto capirlo, e per far ciò non si può fare altro che consultare nozioni di diritto relative, sicuramente poco appassionanti e comprensibili per alcuni utenti. E seppur divagando, proprio ieri sento la notizia al telegiornale che una donna ha pagato per 15 anni il ticket su medicinali che per diritto gli spettavano gratuiti, perchè non istituire un diritto alla salute, dove le persone vengono informate per il loro bene, invece che scoprire alcuni diritti solo dopo una ricerca online? Certo, il diritto alla salute in Italia, fortunatamente (ma sembra che anche negli U.S.A. l’abbiano capito) è dato, ma non all’informazione sulla salute…difficile da spiegare ma semplice da mostrare: perchè a quella donna non è stato detto prima che poteva avere quei medicinali gratuitamente?Con quali competenze poteva saperlo? E’ un diritto quindi essere informati, sia nel caso di sanzioni a cui si incorre, che di benefici, cosa che non avviene oggigiorno, soprattutto ovviamente, per l’ultimo caso.

Da fruitore attivo posso parlare della mia esperienza su Flickr, sito dedicato agli amanti della fotografia che postano i loro scatti condividendoli con la community. In questo caso, dapprima avevo coperto con i diritti d’autore tutte le mie foto, vedendo però che così facendo le “sopprimevo”, non gli davo cioè la possibilità di essere usate da altri utenti previa mia autorizzazione. Applicando il diritto creative commons invece (per farla breve) do la possibilità a chiunque di poter usare una mia opera, con il solo obbligo di pubblicare il nome dell’autore. Credo che questo metodo funzioni, anche perchè non essendo un artista affermato o quant’altro, non posso certo avere pretese sulle mie opere, che posso ritenere valide o meno, ma che devo usarle come strumento della community, e non come guadagno personale.

Il discorso cambia se ad attuare questi diritti sono Major come Apple o Microsoft. La prima, rinomata azienda salita alla ribalta per la qualità e l’estetica dei suoi prodotti, e soprattutto per essersi opposta al dominio-monopolio Microsoft su diversi settori, quello dei computer in primis, ultimamente sta somigliando sempre più alla sua antagonista, soprattutto, per quel che sto verificando in prima persona, sul campo dei cellulari, col suo iphone (campo dove Microsoft è assente, per ora). Con la scusa di proteggere il suo gingillo ultratecnologico, la mela morsicata sta attuando una serie di restrizioni senza precedenti, che stanno facendo storcere il naso anche ai suoi più fieri sostenitori (stando alle numerose discussioni sui forum di riferimento). L’Iphone parte di base con l’impossibilità di cambiare il suo tema, di mettere applicazioni unicamente prese da Itunes, di spostare file unicamente con Itunes, di usare il Bluethoot unicamente con altri Iphone, e molte altre restrizioni, la più clamorosa quella che rende impossibile tornare a firmware precedenti una volta fatto l’aggiornamento alla terza versione del firmware (aggiornamento fatto unicamente per bloccare il jailbreack, tecnica che permette di sbloccare gli Iphone permettendo l’uso di programmi per editare in ogni aspetto il cellulare, consentendo l’installazione di applicazioni create da persone fuori dal controllo Apple). Francamente, da una casa che sbandiera libertà, creatività e quant’altro di positivo, mosse come queste fanno molto pensare, così come l’uscita dell’Ipad, pensato unicamente per accaparrarsi il fiorente mercato degli ebook. Si divaga sulle politiche di un’azienda certo, ma è per analizzare il fenomeno particolare che si generalizza. In questo caso il diritto d’autore esercitato dall’Apple, sembra più un’imposizione, un voler fare tutto come dice lei e stop, senza permettere a terzi di contribuire.

Esperienze personali quindi, ma direi sociali, sono quelle che osservo su Facebook ultimamente e dapprima su Youtube. Cosa succede quando carico un video registrato personalmente durante un concerto di un gruppo musicale? Mi vengono sempre dati avvertimenti, come quando carico una foto su Facebook, che confermo che il contenuto che sto pubblicando è di mia proprietà, e fin qua, se lo realizzo io, non ci sono dubbi, ma se riprendo altre persone? E’ qua che entra in gioco il diritto d’autore, il copyright per l’esattezza, che Youtube sta cercando di sormontare in diversi modi. Insomma, io posto il video di una persona famosa, il sito se ne prende le responsabilità, questo in teoria. In pratica c’e’ un giro di royalities e quant’altro che non oso pensare, perchè Youtube paga le Major per far postare i video degli utenti con i loro artisti, ma di contro le Major ne ricavano una grossa pubblicità, quindi perchè far valere questi diritti? E chi mi controlla se posto una foto non mia su Facebook pur assicurandone la proprietà? Non ho mai sentito casi di persone denunciate o quant’altro per aver postato contenuti altrui…Insomma il diritto c’e’ ma non si vede…

Tornando alla domanda inziale, vedo più il diritto d’autore come una risorsa, che non come una legge da applicare, cosa che molte volte alla resa dei conti è.

Ho sicuramente divagato e sono uscito dal seminato…diciamo che ho usato l’assignment come spunto per divagazioni sconclusionate che covavo dentro…ma servono anche a questo i blog no?


Lore

Siamo tutti spiati, tanto

Postati in Uncategorized con i tag , , , su aprile 28, 2010 da lallonzo

Un appunto per quanto riguarda la questione della privacy. Sempre riferendomi al progetto di sceneggiatura multiemediale inizialmente citato, ho dovuto contattare degli utenti di Flickr, sito dedicato alle foto, per via di un’indagine sull’autore della mostra (erano suoi contatti infatti). Mi ha alquanto sorpreso vedere che diversi di loro si sono adirati per essere stati contattati da me (un estraneo, ma cmq registrato a Flickr), sbandierando una presunta mancanza di privacy. Ecco, posso capire le lamentele generalizzate verso colossi come Google o Facebook, che mettono davvero in pericolo la nostra privacy, seppur con l’intenzione di offrirci maggiori servizi, ma prendersela perchè si viene contattati su un sito di foto da un altro appassionato mi sembra eccessivo. Eccessivo come le lamentele che ho sentito un giorno manifestare in radio da un personaggio noto nel campo della scientifica, la quale si lamentava del fatto che scrivendo il suo nome su google si potevano trovare molte informazioni su di lui errate. Aldilà della ridicola eccessività con la quale questo personaggio si scagliava contro i vari Wikipedia o Twitter, ignorandone la reale importanza, non capisco perchè prendersela così tanto. Ti invio una mail per sbaglio? Ti arriva un messaggio con una semplice domanda? Trovi informazioni sul tuo conto errate? Ma perchè prendersala con internet, il mezzo, e non con chi fa questi errori, l’utente, nello specifico? Come al solito, il problema non lo crea di certo la tecnologia, ma l’uomo, che sbagliando a gestire una risorsa la rende pericolosa. Anche qua, un pò di sana informazione, sia da parte di chi produce programmi o quant’altro che possano intaccare la privacy, e soprattutto da parte di chi si sente attaccato, non farebbe male.

Lore

Voglio essere un movie maker

Postati in Uncategorized con i tag , , , , , su aprile 28, 2010 da lallonzo

Sono fresco fresco di esame di Sceneggiatura Multimediale, che consisteva, nel caso del mio gruppo (gestito da me e due segretarie) nell’organizzazione di un evento, nello specifico una mostra fotografica. Mi sono quindi occupato per quanto riguarda la divisione dei lavori, della realizzazione del sito e del video per la mostra. Ancora una volta quindi, da quando ho iniziato questa interessante materia, ho realizzato un video, con uno slideshow delle foto della mostra, e ancora una volta, come per la presentazione iniziale del corso, ho realizzato il tutto con Windows Movie Maker, programma già preinstallato su ogni computer che monti una copia di windows originale. Purtroppo Youtube e WordPress fan capricci per caricare un video di 50mb quindi lo slideshow della mostra lo aggiungerò in “tempi migliori”.

Ecco degli esempi realizzati personalmente:


Con questo programma principalmente è possibile realizzare slideshow di fotografie, inframezzate da transizioni ed effetti video a scelta, oltre che di un sottofondo audio. Il tutto è molto semplice e intuitivo da utilizzare, spronando l’utente a provare soluzioni sempre più articolate e creative.

Il passo da questo semplice programma, ad uno più completo, una volta appassionatisi all’editing video, è quello di orientarsi verso un programma più complesso che offra più possibilita di montaggio video. Il software che personalmente mi sento di consigliare è Pinnacle Studio, che ha un’interfaccia più user friendly rispetto al più quotato Adobe Premiere. L’ho usato per organizzare le oltre 16 ore di video fatti negli Stati Uniti, unendo video fatti con la videocamera ad altri fatti con la fotocamera, aggiungendo didascalie e poco altro, sono riuscito a racchiudere in 8 ore un lungo viaggio in maniera ordinata e bella da vedere, naturalmente aiutato anche dalla compatibilità del software con diversi tipi di formato video (ne comprende più del Premiere, motivo per cui lo uso) e della compressione video finale (rendering).

Con Pinnacle Studio infatti è possibile editare un video in ogni suo aspetto, partendo da quelli base già elencati con Movie Maker, fino ad arrivare a veri e proprio montaggi cinematografici. La scelta di transizioni, effetti video, aggiunte video come testo o sovrapposizioni di immagini, oltre che di audio, è quindi più curata e completa, offrendo vasta scelta a tutti i tipi di utente, al costo però di fare un paio d’ore di gavetta con i comandi principali, sempre gli stessi per quasi tutti i programmi di editing video, con una grande barra orizzontale sotto, che rappresente la timeline, dove poter mettere video, foto, suoni e testo da caricare dal pc.

Personalmente lo trovo un bel “passatempo” creativo ed interessante, oltre che utile, per poter presentare le proprie idee tramite un mezzo, il video, che offre tanti spunti e possibilità di modellazione, inoltre l’esplosione di youtube e facebook hanno contribuito moltissimo alla diffusione di video “fatti in casa”, molti di alta qualità e divertenti. L’ultimo esempio che mi viene in mente è questa pratica di distorcere l’audio di canzone famose per realizzare testi divertenti in sovrapposizioni ad immagini (realizzate in gran parte con Paint) che li descrivono, chiamati “misheard”.

Eccone diversi esempi :



Lore

Assignment di valutazione

Postati in Uncategorized con i tag , , , , , , su aprile 26, 2010 da lallonzo

Seppur risalente agli inizi di gennaio, l’assignment 6, creato per esprimere un’opinione su questo corso e sulle sue particolari modalità, mi vede analizzarlo adesso, a fine aprile, come fosse un corso del secondo semestre giunto a metà percorso, e con le sue schede di autovalutazione, questa volta non cartacee ma online. E’ come riempire il grande riquadro dietro il foglio pieno di domande a scelta multipla sulla valutazione del corso, ma questa volta, la certezza che qualcuno legga davvero ciò che si pensa, è tangibile grazie alla grande community creata da questo corso.

Come penso sia già stato detto da molti, le modalità di questo corso sono sicuramente innovative e pratiche, qualità sconosciute alla gran parte di materie universitarie, specialmente sotto lettere e filosofia. Sicuramente la possibilità di creare un blog, dove esprimere il proprio pensiero, collegato alle attività del professore, ma non per questo chiuso in binari prestabiliti, ma anzi libero di espandersi a piacimento, permette allo studente un approccio nuovo verso la solita lezione monodirezionale, professore-studenti-aula. Nell’ambito del corso di teorie della comunicazione inoltre, si sviluppano collegamenti tra i vari utenti-studenti, arrivando a creare e analizzare tramite l’interazione reciproca, un sistema comunicativo online decisamente interessante. Ma soprattutto, da fruitori passivi di una lezione, si diventa autori attivi della discussione, partecipando e interagendo direttamente col professore ed altri studenti, anche di altri corsi o facoltà.

Per realizzare una struttura apparentemente semplice e fruibile come il wiki, o il google groups, è stata determinante la competenza e disponibilità del professore naturalmente, che stimolando sempre con nuovi argomenti il grande gruppo creato, ha mantenuto sempre vivo questo corso, sia fisicamente che virtualmente. Le prime lezioni infatti, seppur tenute in aula nella più classica della modalità professore-alunno, sono risultate molto interessanti, e anche se per molti la creazione di un blog è stata difficoltosa, una volta creato lo “scheletro” principale delle modalità del corso, ci si è avvicinati ad un mondo nuovo e interessante, contribuendo sempre di più e sentendosi coinvolti periodicamente con tematiche nuove. C’e’ da dire che una volta passate interamente online, le lezioni, ormai assignment, hanno visto un leggero calo di attenzione generale, in quanto le altre materie necessitavano attenzione e gli esami incombevano. La possibilità di “spalmare” questo corso durante tutto l’anno è stata quindi determinante per molti, che hanno trascurato il loro blog concentrandosi su altro, anche se la mole di compiti da fare non era certamente improponibile. Nel nostro corso purtroppo non si è creata quella community viva e interattiva che ho visto per altri corsi, sicuramente più numerosi.

Personalmente, essendo in procinto di cambiare facoltà e città, diversi mesi addietro, ho tralasciato questa materia anche perchè incredibilmente non richiesta nell’altra facoltà dove sarei dovuto andare (preferiscono mettere filosofia piuttosto che informatica); ma ora che ho chiarito le idee e sono intenzionato a concludere questa laurea specialistica a Firenze, e una volta toltomi gli esami della sessione di aprile, mi appresto a riprendere l’attività del blog, sempre convinto che questa modalità di apprendimento sia sicuramente una delle migliori da quando ho iniziato a studiare all’università.

Lore

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