Un appunto per quanto riguarda la questione della privacy. Sempre riferendomi al progetto di sceneggiatura multiemediale inizialmente citato, ho dovuto contattare degli utenti di Flickr, sito dedicato alle foto, per via di un’indagine sull’autore della mostra (erano suoi contatti infatti). Mi ha alquanto sorpreso vedere che diversi di loro si sono adirati per essere stati contattati da me (un estraneo, ma cmq registrato a Flickr), sbandierando una presunta mancanza di privacy. Ecco, posso capire le lamentele generalizzate verso colossi come Google o Facebook, che mettono davvero in pericolo la nostra privacy, seppur con l’intenzione di offrirci maggiori servizi, ma prendersela perchè si viene contattati su un sito di foto da un altro appassionato mi sembra eccessivo. Eccessivo come le lamentele che ho sentito un giorno manifestare in radio da un personaggio noto nel campo della scientifica, la quale si lamentava del fatto che scrivendo il suo nome su google si potevano trovare molte informazioni su di lui errate. Aldilà della ridicola eccessività con la quale questo personaggio si scagliava contro i vari Wikipedia o Twitter, ignorandone la reale importanza, non capisco perchè prendersela così tanto. Ti invio una mail per sbaglio? Ti arriva un messaggio con una semplice domanda? Trovi informazioni sul tuo conto errate? Ma perchè prendersala con internet, il mezzo, e non con chi fa questi errori, l’utente, nello specifico? Come al solito, il problema non lo crea di certo la tecnologia, ma l’uomo, che sbagliando a gestire una risorsa la rende pericolosa. Anche qua, un pò di sana informazione, sia da parte di chi produce programmi o quant’altro che possano intaccare la privacy, e soprattutto da parte di chi si sente attaccato, non farebbe male.
Lore



