Nuove tecnologie: primi a parlarne, ultimi ad usarle

E’ tempo di esami, tempo di studiare e leggere tanti libri. Uno in particolare mi sta rallentando alquanto nella tabella di marcia, presentando uno dei connubi che mai avrei voluto incontrare, quello tra filosofia e matematica (spacciata principalmente come scienza). Il libro in questione è la “Scienza negata” di Bellone. E’ devo dire che se preso solamente nella sua prima parte, quella cioè dove parla della storia della scienza in Italia, si rivela molto interessante, perchè fa il punto sulla situazione scientifico-tecnologica del nostro paese. Niente di particolarmente nuovo va detto, sappiamo tutti il nostro grado di arretratezza rispetto agli altri paesi europei, reso ancor più grave in quanto coinvolge anche la spirale educativa (mancando le innovazioni mancano le istruzioni, un circolo vizioso alquanto problematico in chiave futura soprattutto).

Durante alcuni viaggi fatti in Francia o Inghilterra, ho avuto modo di constatare l’arretratezza tecnologica italiana, in quanto appassionato di tecnologia, andavo infatti spesso nei negozi di elettronica più famosi, ed oltre ad un dislivello tecnologico vi era anche uno di prezzi. Certo, usando il web e gli acquisti online, questo gap viene annullato, in quanto si possono trovare tutte le ultime novità disponibili in un sito internazionale, ma il punto della discussione non è cosa si trova nei negozi quanto più quello che il nostro paese riesce a produrre a livello tecnologico.

Francamente non ricordo nessun produttore italiano tra le marche più famose di qualunque tipologia di supporto tecnologico usata. Dai computer, ai telefonini, a televisori o radio. Tutte le marche italiane che riescono ad arrivare alla distribuzione nel nostro territorio, come la Medion, appartengono ad una fascia economica entry-level non all’altezza di un prodotto medio qualunque. In questo caso il discorso si espande a livello mondiale più che continentale naturalmente.

Parlando sempre in ambito mondiale, siamo sempre informati sulle ultime tecnologie uscite, ma tra i paesi più evoluti, siamo sempre gli ultimi  a crederci, facciamo sempre andare avanti gli altri, col risultato che una volta acquisito quel beneficio tecnologico siamo sempre i più arretrati nel suo utilizzo.

Recentemente stanno uscendo diverse tecnologie che saranno uno standard per il futuro. Ora, tralasciando l’avvento dei televisori 3D (che ritengo alquanto prematuro e piuttosto inutile), mi soffermerei sull’uso dell’alta definizione (HD). Se in apparecchi come le fotocamere già da tempo esiste questo formato (superiore per risoluzione ai 720pixel), per le videocamere e soprattutto per i televisori, sta diventando ormai uno standard. Negli Stati Uniti naturalmente trasmettono in HD da anni, anche la tv pubblica, mentre ancora in Italia dobbiamo affidarci ad un privato, Sky, per avere segnali in alta definizione (non ottimali tra l’altro). La segmentazione del digitale terrestre naturalmente alimenta questo gap tecnologico, e qua entrerebbe in gioco anche la politica, sempre presente nello sviluppo tecnologico (come ricorda Bellone), ma direi di non aprire anche questa parentesi. Il punto è che ancora oggi molte persone usano ancora il vecchio televisore a tubo catodico, anche perchè il segnale analogico, ed in molti casi quello digitale, si vede meglio con questa tecnologia ormai obsoleta! Basterebbe potenziare il segnale digitale con l’alta definizione (esiste solo Rai test HD, un test appunto) per avere immagini perfettamente definite al passo coi tempi. Ma mi rendo conto che questo problema interessa ad amanti della pulizia dell’immagine o della tecnologia come me, mentre alla signora di 60anni che guarda rete4, pocoimporta.

Sarà allora perchè siamo uno dei paesi più vecchi del mondo per età media che la tecnologia stenta a decollare? Il Giappone smentisce questa tesi immediatamente, allora si parla come sempre di mentalità. L’italiano ha una mentalità chiusa e obsoleta. Oggi i giovani ne parlano, domani tutti ne risentiranno.



Lore

Una Risposta to “Nuove tecnologie: primi a parlarne, ultimi ad usarle”

  1. Il problema della mancanza di 1certo tipo d mentalità in Italia è 1verità che ho già messo in luce nel post precedente e che s scontra purtroppo con altre realtà; m spiego: siamo gli ultimi ad investire nella ricerca, il livello della scuola sappiamo tutti noi come è, il numero dei pc in casa nn è così alto come negli altri paesi europei..gli incentivi che vengono dati sono praticamente inutili per le tariffe telefoniche che comprendono una connessione internet..ed è meglio nn andare oltre..

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