La ciliegina sulla torta
Post conclusivo per questo anno accademico 2009/2010 che si chiude con un fatto alquanto sgradevole, per gli studenti, per l’università, e soprattutto per la categoria dei professori.
Senza vittimismi, invenzioni, o pregiudizi, descriverò solamente l’accaduto, che per la cronaca è rinforzato anche da 4 video che filmano quasi tutto l’accaduto (video naturalmente non postabili causa privacy).
Giovedì 6 maggio, ore 15, laboratorio 5 del terzo piano della facoltà di scienze della formazione in via Laura 48. Il gruppo degli studenti del laboratorio di marketing, causa incombenza esame e progetto da terminare, si incontra nel corridoio universitario e visto l’enorme numero di aule disponibili aperte, decide di usare i computer di un laboratorio, soprattutto per recuperare i file salvati con molta fatica (la suite office non ha la licenza, il che rende difficoltose alcune operazioni). Il tutto in totale calma e silenzio.
Improvvisamente irrompe in aula un “soggetto”, che definire professore reputo alquanto erroneo ed ingiurioso nei confronti della categoria, sulla cinquantina, visibilmente costipato ed alterato, che inizia DAL NULLA ad urlare all’impazzata contro di noi, rei di aver occupato l’aula durante le sue ore. Stupefatti ed impauriti da questo elemento impazzito, ci alziamo velocemente e sgomberiamo l’aula. Personalmente impiego più tempo per farlo in quanto ho diverse cose da conservare in cartella, prendendomi ulteriori urla ed insulti “Fuori porcaccia miseria” “Li butti fuori” “Scimmie…”
Usciti dall’aula cerchiamo di realizzare l’accaduto, tra volti increduli e sconvolti. Decidiamo di andare subito a parlare con qualcuno in presidenza ma non troviamo nessuno, a nulla ovviamente serve parlare col custode, anzi temevamo ci andasse di mezzo in quanto il laboratorio era aperto, ma abbiamo ricevuto rassicurazioni su ciò.
Nella fretta per sgomberare l’aula, una ragazza si è dimenticata dentro una busta. Occorre riprenderla naturalmente. Decido di entrare nuovamente in aula, in quanto ambiente pubblico e regolarmente iscritto all’università. Metto il cellulare con videocamere attivata sul taschino della maglietta per tutelarmi. Prima di entrare scorgo una ragazza che corre all’impazzata per entrare prima del soggetto in aula, chiaramente impaurita. Appena entrato, il soggetto inzia nuovamente ad urlare le solite frasi del tipo “Vada fuori” “Cosa vuole” “Fuoriiiii”, si dirige impazzito verso di me ed inizia a spintonarmi fino a buttarmi fuori dall’aula…ad aspettarmi il custode che preso visibilmente dal panico voleva chiamare i carabinieri, alchè gli ho detto di farlo…naturalmente non se n’è fatto nulla…
Ho cercato anche il confronto civile con questo soggetto, appena l’ho visto fuori dall’aulta, ma sempre urlando all’impazzata si chiedeva cosa ci facessimo nella “sua” aula…”Come ve lo devo dire che non potevate stare là”, rispondo “Con calma e gentilezza”…lo seguo…non ho risposte…Un altro custode sdrammatizza il tutto…
Il giorno dopo come promesso, sono in presidenza per parlare con la preside dell’accaduto, anche perchè mandare una mail come si era deciso, non avrebbe sicuramente portato a molto, ma come immaginavo i toni si abbassano, il tutto si minimizza, e vado via guadagnando la promessa che si parlerà con questo soggetto, già noto e conosciuto per questi atteggiamenti. Non c’e’ stato bisogno di visionare i video, tanto si immaginava già…La preside fa spallucce dando la colpa ai custodi che han lasciato l’aula aperta, gli alunni di questo personaggio mi dicono di lasciarlo perdere, che da anni fa così, che tira pure roba in classe e urla di continuo chiamando spesso i carabinieri…alunni che stavano in aula visibilmente terrorizzati…
La sera stessa vado a “sfogarmi” in una web tv, prendendola in maniera alquanto scherzosa, qua il video nel riquadro 40 del 28 maggio, seconda parte:
Io mi domando in che clima questi alunni, forse matricole, vanno a fare lezione con questo tipo di persona, con che condizione psicologica seguono o danno gli esami…lezioni tra l’altro che mi è stato detto sono alquanto scadenti. Ma soprattutto si è sottovalutato la figura che questo soggetto dovrebbe rappresentare, quella dell’insegnante, del professore, del formatore, un esempio da seguire che dovrebbe dare conoscenza ed invece porta terrore, ansia e paura anche fisica nei suoi alunni!
Personalmente io ho fatto il suo gioco, non ho reagito a questo delirio, mi sono fatto mettere la mani addosso perchè sicuramente questa pantomima non finirà qua, ma visto che ho ancora un altro anno di università e vorrei laurearmi senza problemi e nei tempi, onde evitare di pagare un altro salasso economico (e la “tattica” di metter 1 materia al secondo semestre per chi è al primo anno non è servita per rallentarmi, io come altri abbiam fatto corsi anche del secondo semestre per finire entro i due anni). La mia preoccupazione è andata a quelle povere anime che seguivano il suo corso, ai volti dei miei colleghi alquanto angosciati e spaventati, e a come nel 2010, a Firenze, in una facoltà, sia possibile assistere, per degli alunni di una specialistica, a spettacoli di questo genere.
Lore